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PACS, No al finanziamento della scuola privata, Superamento del Concordato e dell'otto per mille, Nuova rete di sicurezza sociale, Droga, Aborto/Pillola del giorno dopo/RU486/Informazione sessuale e contraccettiva, Divorzio breve, Ricerca scientifica e fecondazione assistita, Eutanasia e testamento biologico, Università, Facilitare l'accesso dei giovani alle professioni, Amnistia e indulto.

mercoledì, marzo 22, 2006

Diario ASCOLANO - ospite d'eccezione e candidato per il parlamento (lista Marche): MARCO PERDUCA - Clicca per ascoltare



informazione importante: quando si andrà a votare si dovrà -solo- barrare il simbolo prescelto, senza indicare il nome del candidato (preferito), altrimenti la cartella elettorale verrà automaticamente annullata.

data da confermare - Camerino: Università, manifestazione della Rosa nel pugno. Ospite Marco Perduca.

merc. 5 aprile 2006 - (evento da confermare) Civitanova Marche: presso l'Hotel Miramare, alle 21.15, ci sarà una manifestazione della Rosa nel pugno a cui prenderanno parte Ugo Intini e Marco Perduca.

lun. 3 aprile 2006 - SBT, Convegno: Sport e Turismo, alle ore 17.30, organizzato dalla Rosa nel pugno di San Benedetto del Tronto. Interverranno, oltre ai candidati, il Prof. D'Isidoro e Marco Perduca.

dom. 2 aprile 2006 - P.to Recanati, in Corso Matteotti: Manifestazione Rosa nel pugno, con Marco Perduca, alle ore 17.00 circa.

sab. 1 aprile 2006 - Macerata: ristorante "Lu Spaccittu", Via Roma 240, "LA VIE EN ROSE" cena, chiacchiere e musica con i candidati, ore 21.00.

sab. 1 aprile 2006 - Macerata: sala interna del Bar Grancaffè in via Gramsci 12, incontro pubblico sul tema "IDEE E PROGETTI PER LA SCUOLA", ore 17.30.

sab. 1 aprile 2006 - Ancona: Manifestazione "La Rosa nel pugno: nuove adesioni per un progetto informativo", presso l'Hotel City, in Corso Matteotti, 112, alle ore 16.30.

ven. 31 marzo 2006 - Offida: tema della serata "Antiproibizionismo", e non solo. Ore 21.00. Ospite: Marco Perduca. (leggi sotto)

ven. 31 marzo 2006 - Macerata: presso l'Asilo Ricci si terrà una manifestazione organizzata dalla CGIL, sul PRECARIATO (con i candidati del centro-sinistra), alle ore 17.00.

mart. 27 marzo 2006 - Ascoli Piceno, Marco Perduca ospite alle ore 9.00 a Radio Idea Stereo.

lun. 26 marzo 2006 - Presentazione dei candidati per la Rosa nel pugno presso la libreria Rinascita di Ascoli Piceno alle ore 12.00. Sarà ospite Marco Perduca.

sab. 24 marzo 2006 - Conferenza stampa in Ancona. Ospite Marco Perduca.

ven. 24 marzo 2006 - Intervista a Marco Perduca presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno. Cena a San Benedetto del Tronto con i compagni della Rosa nel Pugno presso il Ristorante Papillon.

giov. 23 marzo 2006 - Presentazione dei candidati per la Rosa nel pugno presso l'Hotel Claudiani a Macerata. Ospiti Biagio Di Giovanni e Marco Perduca. Cena da Rosa, e dopocena con i compagni simpaticissimi maceratesi.

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Offida (AP): 31 marzo, Convegno con Marco Perduca
Venerdì 31 marzo 2006 ore 21.00
Sala Polivalente Sandro Pertini - Via Roma, 13 - Offida (AP)
ConvegnoAntiproibizionismo: le proposte della Rosa nel Pugno

Antiproibizionismo: le proposte della Rosa nel Pugno

Introduzione dei lavori
Giocondo Recchi, Segretario cittadino SDI-Rosa nel Pugno
Prof. Antonio D'Isidoro, Segretario prov. SDI-Rosa nel Pugno

Relazione
Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista - Membro della Direzione nazionale della Rosa nel Pugno - Candidato alla Camera dei Deputati

Interventi
Nino Capriotti - Assessore provinciale, candidato alla Camera dei Deputati
Giampaolo Gabrielli - Candidato alla Camera dei Deputati
Tiziana Antonucci - Candidata al Senato della Repubblica.

La Rosa nel pugno - Ascoli Piceno








SENATO

Intini Ugo - Milano, 30 giugno 1941
Pannella Giacinto detto Marco - Teramo, 2 maggio 1930
Seri Massimo - Schwyz (Svizzera), 15 novembre 1964
Antonucci Tiziana - Ascoli Piceno, 7 luglio 1957
Cionfrini Maurizio - Numana (AN), 14 ottobre 1951
Dichiara Marcello - Morrovalle (MC), 1 settembre 1952
Garofalo Giovanni - Montecosaro (MC), 24 febbraio 1948
Pignoloni Mirella - Roccafluvione (AP), 5 luglio 1953

CAMERA

Bonino Emma - Bra (CN), 9 marzo 1948
Boselli Enrico - Bologna, 7 gennaio 1957
Villetti Roberto - Roma, 24 agosto 1944
Capezzone Daniele - Roma, 8 settembre 1972
Perduca Marco - Firenze, 28 aprile 1967
Capriotti Nino - San Benedetto del Tronto (AP), 30 dicembre 1952
Pistoni Laura - Ancona, 17 ottobre 1973
Gattoni Stefano - Sant'Angelo in Lizzola (PU), 1 marzo 1957
Morbidelli Mirella - Ancona, 20 gennaio 1953
Valori Federico - Macerata, 30 novembre 1962
Gallo Liliana - Pesaro, 27 luglio 1945
Gitto Antonio - Foggia, 16 luglio 1968
Susca Rita - Roma, 30 agosto 1951
Gabrielli Giampaolo - Ascoli Piceno, 4 ottobre 1964
Svampa Paolo Enrico - Fermo (AP), 30 agosto 1953
Giombini Liviana in Feligiotti - Fossombrone (PU), 29 agosto 1950

Amnistia e indulto










La situazione delle carceri e la mala giustizia costituiscono ormai la principale questione sociale del nostro paese. Ci vuole un'amnistia, la più ampia possibile, per ridurre di almeno un terzo il carico processuale della Amministrazione della Giustizia perché essa possa, liberata dai processi meno gravi, impegnarsi a concludere quelle più gravi.
E' necessario un indulto, di almeno due anni, per sgravare di un terzo il carico umano che -in tutte le sue componenti, detenuti, personale amministrativo e di custodia- soffre la condizione disastrosa delle prigioni.
continua..........

Facilitare l'accesso dei giovani alle professioni

Abolizione degli ordini professionali e dell'assetto di fatto ancora corporativo esistente, anche per agevolare l'accesso dei più giovani alle professioni.
continua.....

Università

Abolizione del valore legale del titolo di studio. In questo modo, anziché avere un sistema tutto basato sul possesso del "pezzo di carta", studenti e famiglie saranno indotti a chiedersi quali siano le università migliori con gli insegnanti migliori, alimentando (nel sistema pubblico) una concorrenza virtuosa tra atenei.
continua......
(sconsiglio vivamente l'Università di Macerata A TUTTI) ;-)

Eutanasia e testamento biologico















Legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione, nei casi terminali, di farmaci contro il dolore anche se a elevato rischio. Legalizzazione dell'interruzione del mantenimento artificiale in vita, nei casi di coma profondo e irreversibile, e comunque in quelli in cui ci sia ulteriore aspettativa di vita che non sia pure vegetativa: la scelta deve essere espressamente indicata in un apposito testamento biologico da prevedere per ogni cittadino.

Le origini del concetto di eutanasia in Germania
Il progetto di eutanasia nazista

Se sfogliassimo un vocabolario alla ricerca del significato della parola "eutanasia" troveremmo questa definizione: "La morte non dolorosa, ossia il porre deliberatamente termine alla vita di un paziente al fine di evitare, in caso di malattie incurabili, sofferenze prolungate nel tempo o una lunga agonia; può essere ottenuta o con la sospensione del trattamento medico che mantiene artificialmente in vita il paziente (eutanasia passiva), o attraverso la somministrazione di farmaci atti ad affrettare o procurare la morte (eutanasia attiva); si definisce volontaria se richiesta o autorizzata dal paziente". Quando oggi discutiamo di eutanasia parliamo di un "diritto" del paziente, ci riferiamo cioè alla "eutanasia volontaria". In altri termini privilegiamo la sfera della volontà umana. Nella Germania degli anni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale si parlava di eutanasia in modo molto differente.
Durante la Prima Guerra Mondiale si era assistito ad una impressionante impennata dei decessi dei malati cronici negli istituti di cura tedeschi: 45.000 in Prussia e più di 7.000 in Sassonia. Con molta probabilità la scarsità di cibo causata dal conflitto aveva spinto molti medici ad affrettare la morte di una parte di queste cosiddette "bocche inutili". Per certi versi si era creato in tal modo un terreno favorevole ad una sorta di "indifferenza" alla morte di individui definiti inguaribili. In questo clima trovò terreno fertile la teorizzazione di una "eutanasia di Stato". Nel 1920 apparve un libro dal titolo "L'autorizzazione all'eliminazione delle vite non più degne di essere vissute". Gli autori erano Alfred Hoche (1865-1943), uno psichiatra e Karl Binding (1841-1920) un giurista. Hoche e Binding di fatto svilupparono un concetto di "eutanasia sociale". Il malato incurabile, secondo i due, era da considerarsi non soltanto portatore di sofferenze personali ma anche di sofferenze sociali ed economiche. Da un lato il malato provocava sofferenze nei suoi parenti e - dall'altro - sottraeva importanti risorse economiche che sarebbero state più utilmente utilizzate per le persone sane. Lo Stato dunque - arbitro della distribuzione delle ricchezze - doveva farsi carico del problema che questi malati rappresentavano. Ucciderli avrebbe così ottenuto un duplice vantaggio: porre fine alla sofferenza personale e consentire una distribuzione più razionale ed utile delle risorse economiche.


23 marzo 2006
CAPEZZONE-GIOVANARDI....

Ieri sera alle 20:30 (Trasmissione 8 1/2 - LA7): tutti lì in trepida attesa per lo scontro/incontro Capezzone-Giovanardi e invece Capezzone è rimasto bloccato nel traffico romano ed è arrivato solo alla fine della trasmissione, giusto per concludere con un breve intervento, mentre Giovanardi ha potuto partecipare telefonicamente (cause oscure) ma con un grande "handicap" anche lui: era dotato di microfono ma non di audio, per cui non poteva ascoltare e intervenire al momento giusto e con giuste osservazioni. Insomma per farla breve: la trasmissione l'ha condotta solo FERRARA e di tanto in tanto appariva dall'altra parte del video un visino di una europarlamentare olandese a cui per problemi di collegamento veniva negato di terminare l'intervento. Ah dimenticavo c'era anche Mr. Bean "S-FOGLIO-NATO" che leggeva con altezzosità dati certi e inconfutabili. Mi sono divertita un bel po'. Ferrara è così deliziosamente ospitale e così super partes che da oggi in poi la mia stima nei suoi confronti si rafforzerà ulteriormente. A parte la breve introduzione il tema della trasmissione era l'EUTANASIA! Tema scottante, sopratutto se riferito a bimbi. Ai (spero) pochi spettatori è passato solo questo messaggio: l'eutanasia è un omicidio consentito dalle autorità...
e capirete che cio' è davvero triste, poiché innanzitutto abbiamo visto un'Italia che non comprende la cultura di un altro paese come l'Olanda (cecità/ignoranza) e poi abbiamo ribadito ulteriormente che noi italiani viviamo ancora proiettati all'indietro e le uniche accuse che sappiamo muovere sono racchiuse nei termini: COGLIONE, NAZISTA, ...Mi chiedo se è un buon atteggiamento quello del Ministro Giovanardi, componente illustre del nostro Governo, che dovrebbe cooperare con governi di altri paesi e non spudoratamente condannarli con un ritaglio di foglio ampiamente evidenziato su 3 righe di una facciata senza la benché minima conoscenza della materia.
Però sorvoliamo e passiamo all'intervento di Capezzone (finale): dunque questo povero ragazzo che deve ancora girare in tram e che ha dovuto sopportare di tutto -durante il tragitto-: un panzone che gli ha rubato l'unico posto disponibile, uno schifoso cialtrone che lo ha insultato senza possibilità di replica poiché era grande e grosso e lo avrebbe sicuramente malmenato alla fine della discussione (e il nostro piccolo Daniele se n'e' ben guardato), un vecchiaccio che lo ha guardato per tutto il percorso e ogni tanto gli sputacchiava addosso, ..... insomma ha mantenuto sempre la calma -nonostante il ritardo- e (inciampando sui gradini, salendo le scale) è arrivato. Ferrara incazzato gli ha detto che avrebbe potuto anche non itervenire per niente visto che ormai la trasmissione era bella che terminata. Allora Capezzone, sempre con grande educazione, ha detto: no, io ho fatto tanto per arrivare, ho sopportato di tutto, ora voglio parlare... e ha detto quelle due cose che gli sono state possibili: Giuliano - Lucia; e "nun ce prova'"! Al che Ferrara ha risposto: "lei è un ignorante, non capisce un cazzo di eutanasia, ed è radicale"! Al che (bis) io mi sono chiesta: ma che vuol dire radicale? E' un'offesa? E' un po' come dice Giovanardi: sei nazista!!!? Bho o Boh!!! Fatto sta che Giovanardi ha continuato a dare i numeri, a causa dell'audio inesistente: 600 su 1000...
Mi è sembrata un'ottima trasmissione! Bravo Daniele ;-)! 1 su 1000 ce la fai ....... o ce la "poi fa'"!!!!

Ma vediamo quest'articolo di Corrado Augias cosa ci dice riguardo l'eutanasia.

Poche settimane fa in Francia, il tribunale di Boulogne sur mer ha assolto Marie ha assolto Marie Humbert rea d'aver ucciso suo figlio Vincent con l'aiuto di un medico. Prima della sentenza, già il pubblico ministero Gérald Lesigne aveva chiesto il proscioglimento. La storia è questa: il 24 settembre 2000, Vincent, 19 anni, era stata vittima di un incidente stradale che lo aveva ridotto in coma, tetraplegico, muto e quasi cieco. Dopo 9 mesi si è svegliato lucido dal coma. La madre riusciva a comunicare con lui utilizzando l'unico organo che Vincent poteva controllare: il pollice destro. La donna gli ripeteva una per una le lettere dell'alfabeto, Vincent la bloccava premendo il dito su quella voluta. In questo modo s formavano parole, pensieri, bisogni. Il giovane, dicevano i medici, non uscirà mai da questo stato, il suo organismo è forte, camperà così, povero relitto, fino a tarda età. Nel dicembre del 2002 Vincent "scrive" al presidente Chirac: "Lei ha diritto di graziare, io le chiedo il diritto di morire". Il capo dello Stato, commosso, riceve la madre all'Eliseo, l'abbraccia, le dice che non può autorizzare l'eutanasia perché la legge non glielo permette.Nel settembre 2003, tre anni dopo l'incidente, Marie mette nella flebo del figlio un barbiturico che provoca un coma profondo. Due giorni dopo, Frédéric Chaussoy, primario rianimatore, stacca la macchina che tiene in vita il giovane. Quando si rende conto che il poveretto sta lentamente soffocando, gli pratica un'iniezione letale per evitargli l'ultima sofferenza. Il primario rivendica l'eticità della sua decisione, l'ordine dei medici approva il suo gesto, i francesi hanno applaudito l'assoluzione. Ci sono uomini crudeli che continuano a rifiutare l'eutanasia anche in casi disperati come questo in nome di un astratto e disumano principio.

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Amare attraverso la morte. "Al fianco" di un grande uomo c'è sempre una grande donna.

Maria Antonietta Coscioni: "Aspetto la prima giornata di sole per liberare le ceneri di Luca nel mare"
da Grazia del 27 marzo 2006, pag. 45
di Stefania Rossetti

Maria Antonietta Coscioni parla al plurale e al presente. Dice: "Noi". E intende lei e Luca, suo marito. Che è morto da poco più di un mese, anche se lei ne parla come se fosse qui, a vivere con lei. Poi si corregge, stringe gli occhi e ricomincia da capo: presente, singolare. "Aspetto la prima giornata di sole per liberare le ceneri di Luca nel mare", dice. "Lui amava andare a vela: prima di ammalarsi saliva sul suo barchino giallo e faceva rotta verso l'isola del Giglio, è in quel tratto di mare che voglio lasciarlo andare. Voglio farlo da sola, o forse no: chiederò alle persone che lo amano. Adesso è presto. Sto solo abituandomi a prendere decisioni da sola. Sto imparando ad affrontare da sola la notte: Luca aveva paura del buio, appena scendeva il sole diventava inquieto, bisognava stargli ancora più vicino".

La casa di Maria Antonietta è piccola e quasi tutta bianca: mobili, tende, tazze impilate in cucina, divani. C'è una sola poltrona scura: è quella, ortopedica, che usava Luca, prima di essere costretto a stare, giorno e notte, nel suo (anzi, nel loro) letto bianco. "Negli ultimi tempi Luca aveva un respiro ridotto a un soffio: doveva risparmiare aria, non ne aveva nemmeno per essere trasportato in salotto". Lui, ammalato di sclerosi laterale amiotrofica, viveva da anni completamente immobile: comunicava con gli occhi indicando le lettere scritte a pennarello su una tabella, che adesso è lì, sulla libreria, accanto ai DVD di Hitchcock: "Molti pensano che una morte annunciata possa essere meno dolorosa e scioccante", dice Maria Antonietta."Io so che quando vivi come se ogni secondo fosse strappato alla morte, allora la morte ti sembra un cataclisma. Perché porta via una vita che hai continuamente voluto".

Luca ha lavorato fino all'ultimo giorno: era presidente del Partito Radicale, da anni si batteva a favore della ricerca sulle staminali, era candidato per la Rosa nel Pugno alle prossime elezioni (al suo posto è in lista Maria Antonietta). "Mi diceva che facevo troppe domande. Ma avevo bisogno delle sue risposte, volevo esser sicura di aver capito quello che pensava. Non vivevo da sola, vivevo con lui. Da quando è morto persino fare la spesa mi sembra strano. Prima, ogni giorno, andavo a comprare qualcosa di buono da mangiare. Luca era alimentato artificialmente, ma la sua presenza dava senso al fatto che io cucinassi per me. Oggi torno a casa, appoggio le borse della spesa sul tavolo, e non so più".

Maria Antonietta racconta una vita che deve ricominciare da un vuoto che non è solo affettivo: è fisico, è fattivo. E' il fatto di non dover più spostare, lavare, nutrire, accarezzare il corpo dell'uomo che ami. "Senza Luca sono senza gambe. Adesso allontanarmi da casa dovrebbe essere più facile, o almeno, avere più senso. E invece no: tutto quello che vedevo e facevo fuori di qui aveva importanza perché era la vita che avrei raccontato a Luca. Lui mi sgridava: diceva che il giorno in cui ha scoperto di essere ammalato mi sono ammalata anch'io. Ma non era una malattia: era non lasciarlo mai. Neanche quando andavo a fare un giro in bicicletta".

Maria Antonietta è molto bella: "Ho sempre cercato di esserlo: odiavo la parte della 'moglie infelice di marito paralizzato'. Luca era bellissimo, aveva un sorriso bellissimo. Aveva un profumo meraviglioso, soprattutto in un punto: proprio qui, sul lato destro del collo. Andavo a cercarlo, frugando con la mia faccia su quel punto. E poi lo baciavo, lo mordevo e gli dicevo: 'Ti mangerei' ".

Ci spostiamo nella stanza dove Maria Antonietta, oggi, va a cercare Luca, quando ha bisogno di lui: è lo studio, piccolo, pieno di carte e documenti: "Ci sto per molte ore al giorno, lavoro per il Comitato Luca Coscioni, mi preparo alle elezioni, ma non mi piace la parte della 'vedova di': faccio quello che facevo con lui, credo nelle stesse cose, solo che ora le faccio da sola". Dunque Luca lo sente proprio qui, in questa stanza? "E' qui quando ho bisogno di capire come continuare a vivere; quando invece voglio piangere vado nel nostro letto, mi metto sotto il piumone: ho freddo, e sto lì con lui. Da quando è morto, dormo dalla sua parte, ho portato il telefono sul suo comodino, leggo con la sua lampada".

Luca Coscioni ha deciso come morire. Quando le sue condizioni si sono aggravate, i medici gli hanno consigliato di sottoposti a una tracheotomia: per permettergli di respirare e dunque di sopravvivere più a lungo. "Luca non ha voluto. E' stata una decisione pensata, molto dura. Era convinto di avere ormai superato la soglia di quello che era giusto per lui. Sapevamo che questo avrebbe avvicinato la morte. Ho provato un grande dolore, ma gli ho detto: va bene. Adesso so che aveva ragione lui. Luca è morto dolcemente, quasi anestetizzato dall'anidride carbonica che il corpo non era in grado di espellere a ogni respiro. Il fiato gli mancava e io gli accarezzavo la pancia per aiutarlo a fare uscire il respiro. Gli dicevo: Luca, sono qui. Non ti posso aiutare, posso fare solo questo. Non gli dicevo addio, sapevo che lui voleva essere trattato da vivo, fino all'ultimo respiro. Era un corpo debole, con un'anima forte".

Il sole sta calando: il giardino dietro la finestra, sta diventando scuro: "Ho avuto una vita straordinaria: non posso accontentarmi di una vita qualunque. Tu mi chiedi del mio futuro senza Luca: io ti dico che lui è qui. Fin che ci sono io, lui c'è".


continuerà...................

Ricerca scientifica e fecondazione assistita

Nel solco dell'impegno di Luca Coscioni, libertà di ricerca scientifica e di procreazione medicalmente assistita sul modello britannico.

continua...... e continuerà......

Divorzio breve

Semplificazione delle procedure e drastica riduzione dei tempi per l'ottenimento del divorzio.

continua.................

Aborto/Pillola del giorno dopo/RU486/Informazione sessuale e contraccettiva




La Rosa nel pugno vuole rimuovere tutti gli ostacoli alla possibilità di ricorso all'aborto farmacologico; accesso ai metodi contraccettivi e alla pillola del giorno dopo; rilancio delle campagne di informazione sessuale.

Aborto/194, Viale: la CDL vuole peggiorare la 194

Già presentata la modifica di AN-FI-UDC-Lega. La Margherita come sponda?Torino, 27 marzo 2006

Silvio Viale, il medico torinese della battaglia sulla RU486, accusa la Casa della Libertà di volere modificare la 194, la cui discussione sul progetto di legge è iniziata in Sede Referente il 2 febbraio scorso e chiede a Silvio Berlusconi se, sulla RU486, ha preso le distanze dal suo predecessore Francesco Storace.

Silvio Viale ha dichiarato:
Alcuni giorni fa Pier Ferdinando Casini, da Bruno Vespa, urlava in faccia ad Enrico Boselli “Dimmi il nome di uno di noi che ha presentato una proposta di modifica della 194 …”. Bleffava, perché la CDL ha presentato un disegno di legge, il n. 6196, che peggiora la 194 attraverso la modifica della legge 405 sui consultori.
Come Presidente della Camera non poteva non saperlo. La proposta porta la firma di tre deputati dell’UDC (Isabella Bertolini, Luigi Maninetti, Michele Tucci), dieci di AN, sette di FI, uno del misto e 11 della Lega. Nonostante la fine della Legislatura, si è voluto iniziare la discussione in commissione, come segnale preciso: se vince la CDL, si cambia la legge 194 e, se non vince, ci si prova lo stesso avendo la Margherita come sponda.”
“Con l’articolo 1.c si “tutela la vita umana sin dal concepimento”, mentre la 194 dice “dall’inizio”, riprendendo la previsione della legge 40, con la conseguente intenzione di limitare la scelta di abortire. Con l’articolo 4.f si introducono perentoriamente “le associazioni a difesa della vita”, laddove la 194 dice che i consultori “possono avvalersi …della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato”, superando così le obiezioni rilevate dall’Indagine Parlamentare sulla 194.
"Credo, quindi che spetti al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella sua doppia veste di Capo della CDL e di Ministro della Salute, di smentire o di confermare l’intenzione di peggiorare la 194 a attraverso la modifica della 405, alla faccia di tutti i proclami di qualche mese fa, in piena polemica sulla pillola.
Infine ringrazierei Berlusconi per non essere ancora intervenuto sulle polemiche relative al permesso di andare a casa per le donne che partecipano alla sperimentazione torinese sulla RU486, in regime di ricovero, come imposto dall’ordinanza di Storace: una presa di distanza dal suo predecessore?”

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LETTURA CONSIGLIATA:

Ljudmila Ulickaja




E' nata nel 1943 nella regione degli Urali. E' una studiosa di genetica approdata alla letteratura con scritti di teatro e storie per bambini. Alla fine degli anni Ottanta è passata alla prosa iniziando a pubblicare sulle riviste Novyj Mir, Ogonëk e Kontinent. Per alcuni anni ha diretto la sezione letteraria del Teatro da Camera Ebraico di Mosca. Il suo romanzo breve Sonja, è entrato nella rosa dei finalisti del premio Brooker Prize e nel 1996 ha vinto in Francia il premio Médicis. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue: inglese, francese, tedesco, cinese, turco, e hanno riscosso grande successo anche all'estero. Vive e lavora a Mosca.

Il 4 aprile uscirà un suo nuovo libro: "IL DONO DEL DOTTOR KUKOCKIJ" (Frassinelli)

In pieno stalinismo, quando anche solo pronunciare la frase sbagliata poteva mandarti nei campi di Siberia, il dottor kukockij rischia grosso. E' un medico progressista, attento al destino terribile di tutte le donne che ricorrono all'aborto clandestino, pioniere dell'aborto legale quando era una pratica punita dal governo con 25 anni di prigione. E' il personaggio che la scrittrice russa Ljudmila Ulickaja ha scelto come protagonista del suo nuovo libro, un racconto corale in cui l'autrice di "Le bugie delle donne", "La figlia di Buchara", "Sonja", sceglie eccezionalmente il punto di vista maschile.Dice l'autrice che spesso gli scrittori scrivono sempre lo stesso romanzo frazionandolo come capita. Lei ripassa la sua vita. In questo caso il periodo in cui lavorava come genetista. Probabilmente questo scaturisce dal suo bisogno di rivalutare le lezioni che gli sono state date, e che non sempre sono state capite nel loro tempo.
Le donne per la loro natura sono più dotate di misericordia. Ma quando queste qualità si incontrano in un uomo, è a maggior ragione prezioso. Lei proviene da una famiglia di medici e il dottor Kukockij non è frutto della sua fantasia. Ha incontrato davvero uomini mossi da una compassione profonda perché si rendevano conto che una donna è sottoposta a un maggiore dolore fisico rispetto agli uomini.Nella società sovietica la vita privata era soffocata da molte menzogne. Il comunismo ancora prima della rivoluzione proclamava una piena emancipazione e l'abolizione del matrimonio. Nel periodo post-rivoluzionario non si usava registrare le nozze. Ma dopo la guerra il matrimonio si affermò come unica forma riconosciuta del contratto tra i sessi. Il divorzio era ostacolato e stigmatizzato. Le mogli tradite scrivevano denunce ai comitati del partito della ditta dove lavorava il marito, per farselo rimandare in famiglia. Il sesso era bollato come indecente e osceno. C'è stata un'intera generazione che non ha mai fatto l'amore se non nel suo buio e sotto le coperte, convinta di commettere una specie di crimine.

continua........................

Droga

Abolizione immediata delle norme che prevedono sanzioni penali per il consumo, con centinaia di migliaia di ragazzi che -a questo punto- rischiano il carcere per qualche spinello. Subito dopo, calendarizzazione della legalizzazione dei derivati della cannabis, della sperimentazione della somministrazione controllata di eroina come avviene in Olanda e in Svizzera, e dell'uso terapeutico della marijuana.
continua...

Nuova rete di sicurezza sociale (Riscrittura degli ammortizzatori sociali/Welfare to work)

Intervento sull'attuale sistema di ammortizzatori sociali, con politiche attive del lavoro per favorire lo spostamento di risorse da settori in declino (si pensi al meccanismo della cassa integrazione, che ha finito per finanziare imprese decotte) a settori e a imprese con prospettive di sviluppo. Prevedere forme di sostegno alle persone (anche con sussidio di disoccupazione, e nell'ambito di progetti di formazione continua, nella logica del "welfare to work"), ovviamente senza trasformare il sussidio di disoccupazione in un incentivo al lavoro nero.
continua......

Superamento del Concordato e dell'otto per mille

Non esiste paese occidentale in cui le gerarchie di una chiesa da una parte godano di straordinari privilegi (Concordato, esenzioni Ici, 8 per mille, insegnanti di religione scelti dal vescovo e pagati dallo Stato) e dall'altra parte intervengano a gamba tesa nel dibattito politico o addirittura nelle campagne elettorali. Non vogliamo impedire agli ecclesiastici di esprimersi; anzi, vorremmo che fosse per loro addirittura possibile candidarsi: ma come tutti gli altri cittadini, senza privilegi, senza Concordati, senza 8 per mille.
continua........

NO al finanziamento della scuola privata

NO ad ogni forma di finanziamento alla scuola privata e confessionale, nel rispetto più rigoroso del dettato costituzionale sulla libertà di istruzione privata senza alcun onere per lo Stato.
continua.....

NO al finanziamento della scuola privata

NO ad ogni forma di finanziamento alla scuola privata e confessionale, nel rispetto più rigoroso del dettato costituzionale sulla libertà di istruzione privata senza alcun onere per lo Stato.
continua.....

NO al finanziamento della scuola privata

NO ad ogni forma di finanziamento alla scuola privata e confessionale, nel rispetto più rigoroso del dettato costituzionale sulla libertà di istruzione pivata senza alcun onere per lo Stato.
continua.....

PACS








La proposta dell'Unione è troppo lacunosa e vaga: è sparito il concetto di coppia, e non c'è alcuna garanzia pubblicistica, che invece è assolutamente necessaria per assicurare alle coppie di fatto (omosessuali o eterosessuali) anche la reversibilità della pensione, l'eredità, la tutela in caso di separazione, e così via.
continua.....