Aborto/Pillola del giorno dopo/RU486/Informazione sessuale e contraccettiva

La Rosa nel pugno vuole rimuovere tutti gli ostacoli alla possibilità di ricorso all'aborto farmacologico; accesso ai metodi contraccettivi e alla pillola del giorno dopo; rilancio delle campagne di informazione sessuale.
Aborto/194, Viale: la CDL vuole peggiorare la 194
Già presentata la modifica di AN-FI-UDC-Lega. La Margherita come sponda?Torino, 27 marzo 2006
Silvio Viale, il medico torinese della battaglia sulla RU486, accusa la Casa della Libertà di volere modificare la 194, la cui discussione sul progetto di legge è iniziata in Sede Referente il 2 febbraio scorso e chiede a Silvio Berlusconi se, sulla RU486, ha preso le distanze dal suo predecessore Francesco Storace.
Silvio Viale ha dichiarato:
Alcuni giorni fa Pier Ferdinando Casini, da Bruno Vespa, urlava in faccia ad Enrico Boselli “Dimmi il nome di uno di noi che ha presentato una proposta di modifica della 194 …”. Bleffava, perché la CDL ha presentato un disegno di legge, il n. 6196, che peggiora la 194 attraverso la modifica della legge 405 sui consultori.
Come Presidente della Camera non poteva non saperlo. La proposta porta la firma di tre deputati dell’UDC (Isabella Bertolini, Luigi Maninetti, Michele Tucci), dieci di AN, sette di FI, uno del misto e 11 della Lega. Nonostante la fine della Legislatura, si è voluto iniziare la discussione in commissione, come segnale preciso: se vince la CDL, si cambia la legge 194 e, se non vince, ci si prova lo stesso avendo la Margherita come sponda.”
“Con l’articolo 1.c si “tutela la vita umana sin dal concepimento”, mentre la 194 dice “dall’inizio”, riprendendo la previsione della legge 40, con la conseguente intenzione di limitare la scelta di abortire. Con l’articolo 4.f si introducono perentoriamente “le associazioni a difesa della vita”, laddove la 194 dice che i consultori “possono avvalersi …della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato”, superando così le obiezioni rilevate dall’Indagine Parlamentare sulla 194.
"Credo, quindi che spetti al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella sua doppia veste di Capo della CDL e di Ministro della Salute, di smentire o di confermare l’intenzione di peggiorare la 194 a attraverso la modifica della 405, alla faccia di tutti i proclami di qualche mese fa, in piena polemica sulla pillola.
Infine ringrazierei Berlusconi per non essere ancora intervenuto sulle polemiche relative al permesso di andare a casa per le donne che partecipano alla sperimentazione torinese sulla RU486, in regime di ricovero, come imposto dall’ordinanza di Storace: una presa di distanza dal suo predecessore?”
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LETTURA CONSIGLIATA:
Ljudmila Ulickaja

E' nata nel 1943 nella regione degli Urali. E' una studiosa di genetica approdata alla letteratura con scritti di teatro e storie per bambini. Alla fine degli anni Ottanta è passata alla prosa iniziando a pubblicare sulle riviste Novyj Mir, Ogonëk e Kontinent. Per alcuni anni ha diretto la sezione letteraria del Teatro da Camera Ebraico di Mosca. Il suo romanzo breve Sonja, è entrato nella rosa dei finalisti del premio Brooker Prize e nel 1996 ha vinto in Francia il premio Médicis. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue: inglese, francese, tedesco, cinese, turco, e hanno riscosso grande successo anche all'estero. Vive e lavora a Mosca.
Il 4 aprile uscirà un suo nuovo libro: "IL DONO DEL DOTTOR KUKOCKIJ" (Frassinelli)
In pieno stalinismo, quando anche solo pronunciare la frase sbagliata poteva mandarti nei campi di Siberia, il dottor kukockij rischia grosso. E' un medico progressista, attento al destino terribile di tutte le donne che ricorrono all'aborto clandestino, pioniere dell'aborto legale quando era una pratica punita dal governo con 25 anni di prigione. E' il personaggio che la scrittrice russa Ljudmila Ulickaja ha scelto come protagonista del suo nuovo libro, un racconto corale in cui l'autrice di "Le bugie delle donne", "La figlia di Buchara", "Sonja", sceglie eccezionalmente il punto di vista maschile.Dice l'autrice che spesso gli scrittori scrivono sempre lo stesso romanzo frazionandolo come capita. Lei ripassa la sua vita. In questo caso il periodo in cui lavorava come genetista. Probabilmente questo scaturisce dal suo bisogno di rivalutare le lezioni che gli sono state date, e che non sempre sono state capite nel loro tempo.
Le donne per la loro natura sono più dotate di misericordia. Ma quando queste qualità si incontrano in un uomo, è a maggior ragione prezioso. Lei proviene da una famiglia di medici e il dottor Kukockij non è frutto della sua fantasia. Ha incontrato davvero uomini mossi da una compassione profonda perché si rendevano conto che una donna è sottoposta a un maggiore dolore fisico rispetto agli uomini.Nella società sovietica la vita privata era soffocata da molte menzogne. Il comunismo ancora prima della rivoluzione proclamava una piena emancipazione e l'abolizione del matrimonio. Nel periodo post-rivoluzionario non si usava registrare le nozze. Ma dopo la guerra il matrimonio si affermò come unica forma riconosciuta del contratto tra i sessi. Il divorzio era ostacolato e stigmatizzato. Le mogli tradite scrivevano denunce ai comitati del partito della ditta dove lavorava il marito, per farselo rimandare in famiglia. Il sesso era bollato come indecente e osceno. C'è stata un'intera generazione che non ha mai fatto l'amore se non nel suo buio e sotto le coperte, convinta di commettere una specie di crimine.
continua........................

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