Direzione nazione della Rosa nel Pugno

Roma: 19 e 20 aprile - la Direzione nazionale della Rosa nel Pugno
Mercoledì e giovedì a partire dalle 9.15 presso l’Hotel Palatino a Roma (via Cavour 213) la segreteria nazionale della Rosa nel Pugno (Bonino, Boselli, Capezzone, Cappato, Intini, Marini, Pannella, Villetti) si riunisce per valutare i risultati elettorali e le prospettive aperte dopo il voto.
L’obiettivo è quello di affrontare le prossime scadenze politiche ed elettorali, dalla formazione del nuovo governo alle amministrative del 28 maggio e di definire i tempi e le tappe di un processo costituente per il nuovo soggetto politico della Rosa nel Pugno.
20 aprile 2006
• da note di agenzia lette a Radio Radicale
Bonino: a Prodi chiedo rispetto legalità Senato
"L'unica cosa che chiederei a Prodi nell'incontro con la nostra delegazione è questa: l'osservanza della legalità e del diritto, per noi è una questione di legalità". Così Emma Bonino si rivolge al leader dell'Unione affinché si faccia garante nella battaglia per l'attribuzione dei seggi al Senato, esclusione contestata dalla Rnp sulla base dell'interpretazione della legge elettorale.
Documenti alla mano, Bonino spiega ai rappresentanti della direzione nazionale che per l'attribuzione dei seggi a palazzo Madama, nelle regioni in cui nessuna coalizione ha raggiunto il 55%, non sarebbe prevista dalla legge elettorale la Soglia del 3%. Per questo, - aggiunge Bonino - noi abbiamo ragione, si applichi la legge elettorale". "Ho vissuto come una ferita molto grave - ricorda la leader radicale - la nostra esclusione dal Senato. Una ferita grave per noi e per il Paese. Se non riusciamo a dare il via, in questa prima fase, alla battaglia per far capire cos'è per noi la legalità, noi abbiamo già perso".
Pannella: l’esclusione dal Senato è regime, io non ci sto; dai DS gestione incapace
"Ci hanno fatto fuori al Senato. Questo è regime". Così Marco Pannella, intervenendo nella seconda giornata della Direzione nazionale della Rosa Nel Pugno, torna a denunciare i mancati seggi a Palazzo Madama. Il leader storico dei Radicali rimprovera innanzitutto il silenzio su questa vicenda: "non un accenno nemmeno di rimbalzo è stato fatto sulla nostra esclusione da una delle due camere", ma "io non ci sto", assicura. "Qui o altrove vi sarà una Rosa Nel Pugno che dirà che non esiste - promette Pannella - l' esclusione dal Parlamento compiuta in modo fraudolento. Questa è la resistenza socialista, liberale, laica, laica, laica e radicale" che secondo Pannella non solo "è doverosa, ma anche possibile".
Il problema, per il leader storico dei Radicali, è "il degrado dei parametri minimi di legalità", al quale hanno contribuito anche componenti dell' Unione, in particolare DS e DL che vengono citati più volte nel corso dell' intervento. Rivolto proprio alla 'Quercia', Pannella dice: "non ho sentito ancora dire ai DS 'abbiamo sbagliato qualcosa' nonostante in un quadrimestre ci siamo bevuti 12 punti”. Per Pannella quindi si tratta di “una gestione di incapaci che avrebbe permesso a quello più capace (Berlusconi, ndr) di vincere ancora" e infatti "noi siamo accorsi dai buoni a nulla per salvarli". "Devo trovare il modo - conclude quindi Pannella - di dimostrare che sto facendo qualcosa contro questa china disastrosa alla quale abbiamo deciso di dare l'anima", anche se è "chiaro che la sinistra si muove come un'oligarchia".

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