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PACS, No al finanziamento della scuola privata, Superamento del Concordato e dell'otto per mille, Nuova rete di sicurezza sociale, Droga, Aborto/Pillola del giorno dopo/RU486/Informazione sessuale e contraccettiva, Divorzio breve, Ricerca scientifica e fecondazione assistita, Eutanasia e testamento biologico, Università, Facilitare l'accesso dei giovani alle professioni, Amnistia e indulto.

venerdì, novembre 24, 2006

"Turiamoci" per un po' la bocca!!

Eutanasia e CNB: sciopero della fame
dalle ore 24:00 di mercoledì 22 novembre 2006

SCIOPERO DELLA FAME DALLE ORE 24:00 DI MERCOLEDI' 22 NOVEMBRE

Partecipa all'iniziativa nonviolenta per CNB e Welby
Chi ha aderito al digiuno
Link
Dichiarazione di Marco Cappato (le ragioni dell'iniziativa nonviolenta)Lettere di Welby del 13 nov del 17 nov e del 19 nov
Audiovideo del seminario "Posso morire senza condanna a soffrire?"

Un buon metodo per resistere alle tentazioni e aderire al digiuno!!!

sabato, novembre 11, 2006

Venerdì, 17 novembre 2006

HOTEL MIRAMARE
di Civitanova Marche
ASSEMBLEA ORDINARIA
dell'Associazione Romolo Murri

alle ore 21.00

si preannuncia la presenza del nuovo Tesoriere di Radicali Italiani

ELISABETTA ZAMPARUTTI
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qualora si voglia partecipare mandare una e.mail a chca@libero.it

giovedì, novembre 09, 2006

S.O.S.

Alle compagne e ai compagni
della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno

e, p. c. agli amici e compagni laici, socialisti, liberali e radicali

Roma, mercoledì 8 novembre 2006

Cara amica, caro amico,

Comincio a scriverti alle 22. Da stamane ci giungono da parte di esponenti parlamentari e dirigenti dello SDI formali preannunci di immediata ("ad horas") rottura e di conseguente immediato scioglimento della Rosa nel Pugno, quindi anche del Gruppo Parlamentare. Voglio sperare e credere che si tratti di una bizzarra tattica volta a saggiare le nostre reazioni o a indurci ad accettare quel che potrebbe di nuovo esserci richiesto. Se così non fosse, resterebbe ancora da chiedersi se davvero qualcuno ritenga possibile liquidare una realtà politica e parlamentare costituita con la ratifica da parte di tanti eventi politico-elettorali, da tanti Congressi e convegni dei partiti e dei soggetti politici coinvolti. Anche questo mi appare come difficilmente immaginabile. Si afferma anche pubblicamente che il Congresso radicale di Padova non avrebbe minimamente affrontato i problemi della RnP e risposto alle richieste dello Sdi. Abbiamo invece dedicato un intero pomeriggio all'analisi e alla discussione della grave congiuntura nella quale il nostro nuovo soggetto politico ("strategico") si vorrebbe sia liquidato, come è accaduto nelle tre precedenti elezioni politiche per allora occasionali coalizioni meramente elettorali. In questa situazione la prima reazione che mi sembra comunque obbligata è quella di informartene il più rapidamente possibile, sperando che questo fatto concorra a sciogliere finalmente non già la Rosa nel Pugno ma il grumo di inadeguatezze e di interessi contrari che sembrerebbe in questo momento sul punto di creare un fatto compiuto, nell'illusione di poterlo davvero compiere, conferendogli carattere definitivo. Sono personalmente determinato e convinto che così non possa, non debba essere. Chiederò immediatamente, già domattina, ai compagni della Segreteria Nazionale della RnP di riunirsi con la massima urgenza e di procedere, comunque, alla immediata convocazione della Direzione Nazionale entro l'ultima settimana di novembre. Mi sembra urgente, doveroso, necessario, rispettoso di noi stessi, informarti di questo tentativo di azzerare quello che era stato salutato come "l'unico evento nuovo della politica italiana", quale avevamo la consapevolezza di potere costituire e far vivere e crescere nel nostro paese. Se effettivamente quanto tutt'oggi ci veniva annunciato dovesse corrispondere ad una reale intenzione e ad una decisione immediatamente operativa - ripeto: non voglio e non posso crederlo - sono convinto che da parte di tutti noi, di tutti coloro che hanno operato, sperato, sostenuto con tanto immediato ascolto profondo dell'opinione pubblica, si coglierà immediatamente questa occasione e questa drammatica, reiterata minaccia per tramutarle in un fantasma cui si dia alla fine corpo per poterlo trafiggere e per liberarcene. Cercheremo di informarti in tempo reale, nelle ore che vengono, in ogni modo possibile dello sviluppo dell'evento, sia attraverso Radio Radicale, sia attraverso i siti radicali e della Rosa nel Pugno. Ti chiedo, chiedo a tutte le compagne e a tutti i compagni che sarò riuscito a raggiungere stanotte o sin dalle prime ore di domani, giovedì, le tue, le vostre reazioni, i vostri suggerimenti, le vostre iniziative per fare il necessario atto a proporre e contribuire ad imporre il rilancio pieno ed effettivo della nostra Rosa nel Pugno, data invece per morta o in agonia, spacciata; da parte di chi sin dall'inizio dell'anno ha operato in modo di soffocarci sul nascere o di eliminarci corrompendo tutto il corrompibile, ovunque per natura presente. Quante volte Enrico ha avuto il merito di avvisarci tutti della forza, della violenza delle "pressioni" che più di noi tutti, l'intero Sdi, ovunque, era ed è sottoposto da parte dei titolari del potere oligarchico e conservatore operanti al vertice del regime politico attuale, cui la Rosa nel Pugno è sola forza davvero alternativa. Si fa tardi. Ti chiedo di lottare insieme perché non diventi subito "troppo tardi" per salvare, rilanciare e rafforzare la tua, mia, nostra impresa. Ripeto ancora una volta, te ne chiedo scusa: se vi sono momenti nei quali ci sembra di non avere più speranza, quello è il momento in cui è possibile e necessario essere speranza per tutti. Se puoi, se vuoi sarò lieto di una tua risposta.

Marco Pannella
della Segreteria Nazionale della Rosa nel Pugno
m.pannella@rosanelpugno.it

P.S. : A questo link trovi un servizio comparso stamattina nientemeno che sul "Secolo d'Italia". Naturalmente né io, né te (immagino) siamo disposti a fargli un sia pur minimo credito. Fantasie, di certo; anzi, fantasticherie prive di fondamento. Però ammetto di esserne stato un po' impressionato quando l'ho letto. Scherzi dell'arteriosclerosi! Marco

mercoledì, novembre 01, 2006

La Rosa nel pugno è una grande speranza, facciamola fiorire

LETTERA DI ENRICO BOSELLI AL CONGRESSO DEI RADICALI ITALIANI

Alle compagne e ai compagni radicali che si riuniscono in Congresso dico: la Rosa nel Pugno è una grande speranza, facciamola fiorire

In Italia, come in Europa, occorre dare nuove risposte a nuove sfide. In Europa sono i socialisti liberali, i Blair e gli Zapatero, che hanno dimostrato di saper governare i profondi cambiamenti in atto, e nello stesso tempo di saper tutelare i diritti di tutti cittadini, a cominciare dai più deboli. Puntando alla crescita attraverso l’innovazione, la ricerca e l’istruzione e la valorizzazione dell’ambiente e della natura.
In Italia una grande trasformazione è oggi ancora molto difficile da attuare poiché la cultura socialista e liberale, laica e radicale è minoritaria e perché sono forti gli integralismi religiosi e i fondamentalismi ideologici. Esiste ancora, come agli albori dello Stato unitario, una gerarchia della Chiesa cattolica che sogna di trasformare i peccati in reati.
Ma se la vecchia Italia vuole impedire alla nuova di sorgere se oligarchie e oligopoli, clientelismo e corporativismo, assistenzialismo e familismo, bloccano la modernizzazione e fanno pagare i propri privilegi alle nuove generazioni e comunque a chi non è garantito, allora non ci si può rassegnare ad accettare che le cose restino come sono ed è più che mai necessario batterci per trarre fuori il nostro Paese da un inevitabile declino e ridare opportunità e slancio alle tante risorse che possiede
Del resto, sono spesso le minoranze a introdurre e far affermare le idee più innovative riuscendo con la forza della convinzione e con l’impegno ideale e morale a convincere le maggioranze. È avvenuto per il Risorgimento, per la lotta antifascista, per la Resistenza, per il contrasto che ha contrapposto nella sinistra i liberali riformatori e i socialisti democratici ai massimalisti e ai comunisti nel 1948 e nel 1956, deve avvenire altrettanto anche oggi e domani.
Occorre un progetto politico nuovo, un modo di fare politica nuovo, un partito nuovo. Questo vuole e deve essere la Rosa nel Pugno.
Alle compagne e ai compagni radicali proponiamo di lanciare una sfida che non sia solo su singoli temi, ma sull'intero arco di un progetto di riforma, modernizzazione, laicità, giustizia e libertà. Una sfida da lanciare ai riformisti che sono presenti in altri partiti dell'Unione. Proponiamo di dar vita ad un partito nuovo, aperto ai cittadini, capace di evitare il prevalere delle burocrazie dei partiti e delle caste politiche, fondato sulla trasparenza ed sulla democrazia, sulla più ampia libertà di espressione e di iniziativa.
Un partito, leggero o pesante che sia, è fatto di cittadine e cittadini. Sono le cittadine e i cittadini che si ritrovano in congresso e votano, che discutono e decidono la politica nazionale e quella internazionale, ma anche la politica regionale, provinciale, comunale. Di cittadine e cittadini che scelgono i propri rappresentanti, i dirigenti di partito, i candidati alle elezioni nazionali e locali.
Se è giusto preoccuparsi che il Partito non sia "occupato" da professionisti che vivono di politica, è giusto anche evitare che la vita interna sia ridotta a poche élites cooptate da un vertice più o meno illuminato che garantisce, o dovrebbe garantire, la qualità delle scelte. Ed è questa la formula organizzativa attuale della Rosa nel Pugno, dove la segreteria ha nominato gli altri organi dirigenti. Si tratta di una formula organizzativa che non può che essere provvisoria e transitoria, che presuppone che l’unica garanzia sia costituita dalla democrazia dei partiti e delle associazioni che compongono la Rosa nel Pugno, che può gestire straordinariamente un cartello elettorale ma non può costituire la struttura di un partito democratico nuovo.
Un partito, leggero o pesante che sia, ha il “suo” simbolo non ne ha uno in "in affitto", È radicato nel territorio. Partecipa alla lotta politica promuovendo iniziative, lotte sociali, referendum. Un partito che non contesti la democrazia rappresentativa di tipo liberale e democratica, partecipa – salvo casi del tutto eccezionali - a tutte le competizioni elettorali, nazionali, europee e locali. L’Italia, ancor più di altri Paesi, ha istituti democratici diffusi in tutto il territorio. Se ne può criticare la frammentarietà che riguarda la miriade di comuni, la scarsa utilità che hanno le Province o l’eccessivo centralismo che hanno acquisito le Regioni. Si può e si deve lavorare a una riforma degli Enti territoriali che eviti sprechi e sovrapposizioni, che raggruppi i piccoli comuni, che sopprima o dia nuovi compiti alle Province, che snellisca le eccessive burocrazie delle Regioni. Non si può però astenersi dalla vita democratica nel territorio che costituisce la realizzazione di quel fondamentale principio di sussidiarietà verticale secondo il quale è essenziale che siano le cittadine e i cittadini più vicini ai propri problemi a gestirli e a trovare le soluzioni più adatte.
Il governo delle città, delle province, delle regioni è questione di grande importanza, e in quella sede la Rosa nel Pugno può combattere battaglie importanti. Solo per fare qualche esempio sui temi che i socialisti spagnoli hanno elaborato nella loro proposta di "nuove città": governi locali più vicini ai cittadini, trasparenza, legalità, costi della politica, sussidiarietà; o, nel caso dei laburisti britannici: immigrazione e sicurezza ; o su quelli anche qui molto discussidei trasporti, dell’ambiente, dei rifiuti, dell’energia, delle politiche abitative.
Siamo capaci di fare questo? Sapremo elaborare un modo nuovo e migliore di fare politica, senza rinchiuderci nella difesa delle nostre abitudini consolidate? Sapremo salvare quanto c'è di buono, e abbandonare il resto, nei differenti modi di fare politica che socialisti e radicali hanno adottato?
Noi non vogliamo una Rosa nel Pugno che sia un "grande SDI" o un "grande Partito Radicale", non vogliamo omologare i socialisti ai radicali, o i radicali ai socialisti. Vogliamo costruire insieme, e a partire dal basso, un partito che sia nuovo anche nelle forme organizzative, utilizzando strumenti innovativi come il ricorso ai referendum e alle primarie con cui chiamare a partecipare alle scelte tutte le elettrici e gli elettori che si riconoscono nella Rosa nel Pugno. Un nuovo partito che non sia dominato dalle burocrazie o da vertici illuminati, ma gestito democraticamente dalle cittadine e dai cittadini che si riconoscono nella Rosa nel Pugno.
Domani si apre il congresso radicale, da cui ci attendiamo scelte generose e coraggiose, che superino di slancio la difesa conservatrice di una "Rosa nel Pugno come è" ed inizino a discutere della "Rosa nel Pugno come può e dovrà essere".
Buon lavoro dunque, cari compagni radicali

Enrico Boselli
Segretario Nazionale SDI
1 novembre 2006